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Attività farmacologiche del carciofo (Cynara scolimus)
Dr. Franco Trinca - Biologo Nutrizionista, Spec. in Sc. dell'Alimentazione ed in Erboristeria

Occupandoci di studi e ricerche fitoterapiche, crediamo di fare cosa utile e gradita ai colleghi medici, presentando una sintesi delle documentate proprietà farmacologiche di questa importante pianta mediterranea, che merita senz'altro un posto nella pratica clinica. Per completezza di documentazione, alleghiamo gli abstract di due recenti pubblicazioni scientifiche in importanti riviste di farmacologia, nonché alcuni interessantissimi brani estratti da un trattato di "Farmacologia e clinica delle piante medicinali", edito negli anni '60 dalla casa farmaceutica "Inverni e Della Beffa".

Dalla disamina della letteratura scientifica internazionale si desumono le seguenti proprietà degli estratti totali di cynara scolimus e di loro frazioni:

• Attività prevalentemente coleretica e anche colagoga (normalmente esente da effetti spastici)

• Protettore dell'epatocita, anche in modelli sperimentali, sia verso tossici come il tetracloruro di carbonio, o di tipo arsenicale, sia contro lo stress ossidativo indotto da idroperossidi

• Lipotropo e antisteatosico

• Ipocolesterolemizzante e ipolipemizzante (probabile riduzione della sintesi e/o del rilascio dell'enzima idrossimetilglutaril-CoA-reduttasi e stimolo della secrezione di Apo A1)

• Antiaterosclerotico e protettivo endoteliale

• Ipoglicemizzante (apparentemente mimante dell'insulina)

• Azoturico e uricosurico

• Diuretico importante (attività verificata in diversi quadri clinici: nefrosclerosi e glomerulonefrite, anuria post operatoria e tossinfettiva, edema polmonare, da cardiopatia e da carico idro-salino)

• Antidermopatico

"Tixier e Godreau hanno seguito radiologicamente una serie di malati affetti da arterosclerosi dell'aorta e trattati per alcuni mesi con preparati di carciofo. Alla fine del trattamento essi poterono costatare interessanti variazioni delle dimensioni delle placche ateromatose, consistenti in una riduzione dei contorni e in una contemporanea diminuizioni dell'opacità.
Analogamente, furono notate la regressione di lesioni del fondo dell'occhio, dovute ad abnormi depositi colesterinici, la scomparsa di xantelasmi di notevoli dimensioni e, infine, un notevole miglioramento in alcune forme di arteriti degli arti inferiori, accompagnate da sintomi di claudicatio intermittens, nelle quali gli autori poterono constatare anche una ripresa dei battiti arteriosi e un marcato aumento dell'indice oscillometrico".

"Un'altra interessante attività collaterale del carciofo, è quella che il Risi avrebbe accertata in un'ossidasi estratta dal carciofo e capace di facilitare ed accelerare l'ossidazione degli idrati di carbonio. Con questo enzima idrosolubile, l'A. sarebbe riuscito ad abbassare nel cane e nel coniglio, tanto la glicemia a digiuno (con una diminuizione del 40% circa), quanto la glicemia da carico di zucchero, o da iniezione di adrenalina.
L'enzima si è dimostrato notevolmente attivo anche nel cane pancreasectomizzato, senza dar luogo ad azioni secondarie non desiderate o a disturbi da ipoglicemia. L'attività dell'enzima si manifesta sia se somministrato per via entrale che parenterale, per un periodo di 1-2 giorni, raggiungendo un'attività massima nelle prime ore dopo la somministrazione.

Il valore terapeutico di questo enzima è stato clinicamente sperimentato su 105 soggetti, quasi tutti diabetici, suddivisi in diabetici lievi, medi e gravi, ma non comatosi. In tutti i casi il preparato venne perfettamente tollerato e sempre ha provocato una marcata riduzione della glicemia, della chetonemia e della glicosuria che, nei casi più lievi, veniva ricondotta alla norma".

Inoltre, un recentissimo studio pilota patrocinato da LAERBIUM, su due addetti alle pompe di benzina in una zona urbana ad alto traffico autoveicolare della città di Perugia, ha segnalato interessanti azioni del succo surgelato di carciofo (brevetto LAERBIUM), sul metabolismo del benzene (cancerogeno e pro-leucemico) e sull'escrezione urinaria di piombo. In entrambi i casi, i dati analitici ottenuti, depongono per un effetto favorevole del carciofo, probabilmente mediato da un'esaltazione dei processi epatici di detossicazione e di coniugazione, con un'incidenza che va dal 30% al 60%.